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Bilancio …

Si arriva ad un punto nella vita che ti fermi a fare il bilancio e tiri le somme del cammino fin qui fatto.
Ti guardi intorno, vedi la tua famiglia, il marito e i figli.

Vedi tutto quello che insieme si é costruito, condiviso… Le gioie e i dolori, le rinunce …

Quante cose sono passate, quante volte i tuoi desideri sono stati soffocati, rinchiusi perché era meglio così per il bene di tutti.

E poi all`improvviso, quando pensi di aver raggiunto un traguardo, di avere un pò di tranquillità economica, quando pensi di poter tirare un pò il fiato…

Ecco la batosta, tutto ti viene tolto…


Ti ritrovi, tu e la tua famiglia senza nulla, senza aiuti, sola … soli


Nessuno che pare vedere le tue difficoltà, chiedi aiuto ma é come se non sentano…


Chi verrà in nostro aiuto, chi ci trarrà in salvo?


Ormai tutto é compiuto, il carnefice é pronto a chiudere i conti…forse é questa la salvezza?

La fine può essere un inizio…

Giovedì Santo …

 

Le meraviglie in questa parte di universo,
sembrano nate per incorniciarti il volto
e se per caso dentro al caos ti avessi perso,
avrei avvertito un forte senso di irrisolto.

Un grande vuoto che mi avrebbe spinto oltre,
fino al confine estremo delle mie speranze,
ti avrei cercato come un cavaliere pazzo,
avrei lottato contro il male e le sue istanze.

I labirinti avrei percorso senza un filo,
nutrendomi di ciò che il suolo avrebbe offerto
e a ogni confine nuovo io avrei chiesto asilo,
avrei rischiato la mia vita in mare aperto.

Considerando che l’amore non ha prezzo
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho.

Un prigioniero dentro al carcere infinito,
mi sentirei se tu non fossi nel mio cuore,
starei nascosto come molti dietro ad un dito
a darla vinta ai venditori di dolore.

E ho visto cose riservate ai sognatori,
ed ho bevuto il succo amaro del disprezzo,
ed ho commesso tutti gli atti miei più puri.

Considerando che l’amore non ha prezzo…
Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho.

Senza di te sarebbe stato tutto vano,
come una spada che trafigge un corpo morto,
senza l’amore sarei solo un ciarlatano,
come una barca che non esce mai dal porto.

Considerando che l’amore non ha prezzo,
sono disposto a tutto per averne un po’,
considerando che l’amore non ha prezzo
lo pagherò offrendo tutto l’amore,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho,
tutto l’amore che ho.

Credo che la preghiera non è tutto,
ma che tutto deve cominciare dalla preghiera:
perché l’intelligenza umana è troppo corta
la volontà dell’uomo è troppo debole;
perché l’uomo che agisce senza Dio non dà mai il meglio di sé stesso.

Credo che Gesù Cristo, dandoci il “ Padre nostro” ci ha voluto insegnare che la preghiera è amore.

Credo che la preghiera non ha bisogno di parole, perché l’amore non ha bisogno di parole.

Credo che si può pregare tacendo, soffrendo, lavorando,
ma il silenzio è preghiera solo se si ama,
la sofferenza è preghiera solo se si ama,
il lavoro è preghiera solo se si ama.

Credo che non sapremo mai con esattezza
se la nostra è preghiera o non lo è,
ma esiste un test infallibile della preghiera:
se cresciamo nell’amore,
se cresciamo nel distacco dal male,
se cresciamo nella fedeltà alla volontà di Dio.

Credo che impara a pregare solo chi impara a tacere davanti a Dio.

Credo che impara a pregare solo chi impara a resistere al silenzio di Dio.

Credo che tutti i giorni dobbiamo chiedere al Signore il dono della preghiera,
perché chi impara a pregare impara a vivere.

Di Padre Andrea Gasparino da Progetto 1978, n. 1

Ipocrisia …

Quanta ipocrisia regna tra noi cristiani …

Quante belle parole spendiamo ma poi i fatti smentiscono ogni nostra parola.

Il cristianesimo non è fatto di sola parola, ma la Parola va accompagnata dai fatti, dalla vita spesa per gli altri.

Gesù Cristo, Verbo fattosi carne è l’icona del cristiano che deve incarnare la Parola per portarla nella vita, per farla diventare vita.

Ma tutto questo è una utopia, ci illudiamo di mettere in pratica la Parola, di viverla nella nostra carne, ma poi non è così.

Quanti sono i cristiani che veramente spendono la loro vita per gli altri, quanti sono i cristiani che rinunciano a se stessi per i fratelli, per risolvere almeno un dei problemi che attanagliano gli ultimi del mondo?

Sono pochi, troppo pochi! Eppure la Parola di Dio, il Verbo fattosi Carne ogni giorno ci urla di essere sale e luce per gli uomini del mondo. Ma siamo meno di scintille.

Pensiamo sempre che siamo altri che devono fare, dire, intervenire … e noi? Nel nostro piccolo nulla possiamo per cambiare le sorti del mondo?

Perché aspettiamo sempre che sia Dio ad intervenire in questo o quel fatto? Nella mia vita o in quella di chi mi sta accanto? Ma io cosa faccio per cambiare me stessa, per aiutare l’altro a comprendere il progetto di vita?

Siamo cristiani nemmeno a metà, passiamo il nostro tempo tra mille occupazioni, tra mille preoccupazioni, ci agitiamo, ci muoviamo nel caos e generiamo solo caos. Nulla cambia se non ci muoviamo, se non incarniamo nel nostro DNA la Parola di Dio, se non la interiorizziamo e la rendiamo linfa vitale della nostra vita.

Nulla mai cambierà se non ci decidiamo a muoverci, a levarci dal nostro giaciglio in cui comodamente ci crogioliamo, lamentandoci che tutto va rotoli. Dobbiamo deciderci, prima che sia troppo tardi, il tempo che abbiamo a disposizione qui sulla terra non è eterno, e se vogliamo l’eternità dobbiamo agire in nome di Dio. Dobbiamo rimboccarci le maniche e finalmente sporcarci le mani, ferirci gravemente, sanguinare fino a donare la nostra vita perché il mondo cambi. Così come Gesù Cristo, dobbiamo salire il Calvario, portare la Croce nostra e dei fratelli che non hanno la forza per farlo. Dobbiamo deciderci a perdere questa nostra inutile vita per acquistare la vita di Cristo che vale più dell’oro, di tanto oro fino. Solo così finalmente sulla terra ci potrà esser la pace di cui tanto si parla, la pace vera, la giustizia vera, la misericordia vera, l’umiltà vera, l’uomo vero.

Tu abisso di carità,
pare che sii pazzo delle tue creature.
Chi ti muove a fare tanta misericordia?
L’Amore.

RIT. O AMORE INEFFABILE,
DOLCISSIMO GESÙ,
O AMOROSO VERBO,
ETERNA DEITÀ,
TU SEI FUOCO D’AMORE,
ETERNA VERITÀ,
RESURREZIONE NOSTRA, SIGNORE.

Tu sei somma dolcezza
nell’amarezza nostra,
splendore nelle tenebre,
sapienza nella stoltezza.
RIT.

Tu sei Signore, Padre,
Tu sei fratello nostro,
Tu sei Deità eterna,
purissima bellezza.
RIT.

O Amore, amore inestimabile,
eterna Deità.

Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.

VENITE ADORIAMO, VENITE ADORIAMO.
Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.

VENITE ADORIAMO, VENITE ADORIAMO.

Ecco il legno della Croce,
al quale fu appeso il Cristo,
Salvatore del mondo.

VENITE ADORIAMO, VENITE ADORIAMO.

Adoriamo la tua Croce, Signore,
e lodiamo e glorifichiamo
la tua santa risurrezione.
Dal legno della Croce
è venuta la gioia del mondo.

Perchè?

In questo giorno che apre il Santo Triduo tanti sono i sentimenti che si fanno vivi nella mia anima.

Tanti sono i fatti avvenuti in questi anni, tante cose sono cambiate nella mia vita, nella mia famiglia.

Ogni giorno che passa mi chiedo e chiedo al cielo, che rimane chiuso, “perché?”. Ma non mi è dato di sapere.

Tutto mi è stato tolto: mi resta solo questa inutile vita. Anche l’ultimo conforto che restava è stato tolto!

Non passa giorno in cui non senta il vuoto, non senta la non appartenenza ad una comunità parrocchiale. Mi manca come manca l’aria il servire Cristo, il poter gustare la Parola e la S. Eucaristia … Tutto mi è stato negato e non ne comprendo i motivi!

Tanti mi dicono, che potrei andare altrove … verissimo … ma dove? Ancora oggi camminando per strada incontro personaggi che in ogni modo cercano di ferire la mia persona.

Si cerca di andare oltre, di non offrire occasioni di scandalo, ma alla fine chi ci rimette sono sempre io e sta cosa comincia a pesarmi non poco.

Se poi ci mettiamo anche tutto il resto, la situazione diventa insopportabile.

Prima avevo un conforto, una forza che mi veniva anche solo da uno sguardo al Tabernacolo, adesso non ho più nulla!

In questo anno poi, non c’è stato avvento, natale, quaresima e pasqua.

Per me, per noi, per la mia famiglia non c’è resurrezione!

Giaciamo nel sepolcro, nelle tenebre, nell’abbandono, come fossimo sfigurati, inguardabili ed inavvicinabili. Appestati da un morbo di cui non ci si riesce a liberare.

Eppure francamente devo dire che preferisco essere additata, scansata, derisa, offesa, umiliata, ignorata, diffamata, che avere ancora a che fare con l’ipocrisia della gente che si dichiara cristiana, che siede in chiesa, che si batte il petto, che si comunica, che si confessa, che prega, e che poi abbandona il fratello dimenticandosi di lui o addirittura pensando che il fratello si è volutamente allontanato e che si sente con la coscienza a posto per non aver fatto nulla di male!

Preferisco mille volte mille, stare con Gesù crocifisso, che non mi risponde, che non mi apre la porta, che non mi svela un bel nulla, ma di cui so che posso fidarmi, perché tutto questo alla fine avrà i suoi frutti, che sicuramente io non godrò ma serviranno per la redenzione di qualcun altro.

Meglio essere vittime che carnefici, meglio patire adesso che nell’eternità, meglio morire di fame, di stenti … molto meglio essere calpestati che onorati. Meglio essere dimenticati nel sepolcro, che avere un bel sepolcro imbiancato di cui vantarsi.

Preferisco stare tra i reietti, tra i peccatori che tra chi si proclama innocente.

Preferisco stare non all’ultimo posto, ma addirittura non avere un posto, come il Figlio dell’uomo che non aveva un posto dove posare il capo …

Non so che farmene di una chiesa che non difende i piccoli, che non mette in pratica il Vangelo, se non quando lo deve usare a suo uso e consumo, per difendere se stessa.

Preferisco stare fuori da una chiesa che non è chiesa, ma club privato di pochi eletti.

Non so che farmene di sacerdoti che tradiscono il loro ministero, che non pensano ad essere pastori, ma lupi! Che usano i loro agnellini per sacrificarli, per portarli al macello al loro posto. Che non sanno combattere le loro battaglie a viso scoperto per amore di Cristo, ma che si nascondono dietro un ministero di cui dovrebbero essere araldi e difensori.

Sono stanca di essere usata, dalla chiesa, sono stanca di combattere le battaglie di altri, sono stanca dei pesi che altri mi impongono. Cristo mi ha liberata e l’uomo mi ha incatenata.

Devo ancora riuscire a togliere queste catene, devo uscire da questa sofferenza, voglio recuperare la mia dignità di cristiana, voglio poter esercitare la mia fede liberamente.

Scusate il mio sfogo, ma in questo Giovedì Santo, nel prossimo Venerdì Santo, nella Veglia Pasquale e nel giorno della Resurrezione di Cristo, non potrò cantare il mio Alleluia al Signore risorto!

Non si alzerà il mio grido, non potrà uscire dal sepolcro in cui è rinchiuso da tempo e chissà ancora per quanto vi resterà soffocato. Il mio dolore è troppo grande! La mia rabbia è troppo grande e fino a quando non si sarà placata non potrò uscire! Resterò lì chiusa nel sepolcro!

Il Perdono …

Ricevere il perdono di Dio è una provocazione che avviene nella vita spirituale di ognuno di noi.

C’è qualcosa che ci tiene tenacemente aggrappati ai nostri peccati e questo non ci permette di lasciare che Dio cancelli il passato e ci offra una vita nuova.

Molte volte sembra che vogliamo sfidare Dio dicendogli che le nostre tenebre sono troppo scure per essere illuminate dal Suo perdono.

Dio insiste a volerci restituire la piena dignità di figli e noi continuiamo ad insistere a voler essere i suoi garzoni!

Ma insomma chiediamoci se vogliamo essere restituiti alla piena responsabilità di figli?

Vogliamo davvero essere totalmente perdonati per vivere una vita nuova?

Vogliamo rompere la nostra ribellione radicata contro Dio per arrenderci al Suo Amore ed essere uomini e donne nuovi?

Ricevere il perdono di Dio esige la piena volontà di lasciare che Dio sia Dio e consentirgli di compiere in noi ogni risanamento, reintegrazione e rinnovamento che ci è necessario per essere liberati dal peccato.

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