Tu, abisso di carità,
pare che sii pazzo delle tue creature.
Chi ti muove a fare tanta misericordia?
L’Amore.
RIT. O AMORE INEFFABILE,
DOLCISSIMO GESÙ,
O AMOROSO VERBO,
ETERNA DEITÀ,
TU SEI FUOCO D’AMORE,
ETERNA VERITÀ,
RESURREZIONE NOSTRA, SIGNORE.
Tu sei somma dolcezza
nell’amarezza nostra,
splendore nelle tenebre,
sapienza nella stoltezza. RIT.
Tu sei Signore, Padre,
Tu sei fratello nostro,
Tu sei Deità eterna,
purissima bellezza. RIT.
O Amore, amore inestimabile,
eterna Deità.
Molto bello. Ottima scelta.
Assolutamente condivisibile le affermazioni esternate oggi dal Papa ai pellegrini presenti in udienza:
CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 21 ottobre 2009 (ZENIT.org).- Senza fede e preghiera, la ragione da sola non riesce a trovare Dio, e la teologia diventa “vano esercizio intellettuale”.
E’ quanto ha detto questo mercoledì Benedetto XVI ricordando l’insegnamento di san Bernardo di Chiaravalle durante l’Udienza generale in piazza San Pietro.
[...] Benedetto XVI ha poi richiamato i due aspetti centrali del pensiero teologico di S. Bernardo riguardanti Gesù Cristo e Maria. Per l’abate francese, ha continuato il Papa, “la fede è anzitutto incontro personale, intimo con Gesù, è fare esperienza della sua vicinanza, della sua amicizia, del suo amore, e solo così si impara a conoscerlo sempre di più, ad amarlo e seguirlo sempre più”.[...]
San Bernardo infatti sosteneva che “senza una profonda fede in Dio, alimentata dalla preghiera e dalla contemplazione, da un intimo rapporto con il Signore, le nostre riflessioni sui misteri divini rischiano di diventare un vano esercizio intellettuale, e perdono la loro credibilità”.
“Insieme a Bernardo di Chiaravalle, anche noi dobbiamo riconoscere che l’uomo cerca meglio e trova più facilmente Dio ‘con la preghiera che con la discussione’”, ha sottolineato infine il Santo Padre.
Scusa, non oggi ma giorno 21 Ottobre. Mero errore.
Condivido pienamente le parole del Papa. Sono convinta che il troppo ragionare nelle cose di Dio non faccia altro che confondere le idee più che illuminarle. Solo con la preghiera si può comprendere il linguaggio di Dio. La troppa teologia specie senza la preghiera, allontana dalla Verità.
Se vuoi essere teologo prega se pregherai veramente sarai teologo (sant’Antonio il grande)
Si, parlare delle cose di Dio è, molto difficile; è da temerari e da uomini liberi da ogni sorta di condizionamenti.
Parlare di Dio, espone eccessivamente chi lo fa. E poi, quando si parla di Lui tutti, assolutamente tutti ascoltano, credenti e non credenti. Chi per lodare chi per crocifiggere. Non è poco.
Pochi parlano del Creatore in assoluto e nel senso puro del termine. Almeno questa è la mia impressione.
Capisco che la figura di Gesù e le caratteristiche del NT giocano un ruolo di primo piano nell’organizzazione mentale di tutti noi, ma non si può prescindere dal ruolo essenziale giocato dall’aspetto Trinitario nel cristianesimo.
Evidentemente parlare di Dio è un dono e “privilegio”, visto che per parlarne devi averne conosciuto ed esperienziato intimamente in maniera diciamo particolare, almeno un pezzettino. E ciò è possibile, che io sappia, solo se è Lui a voler ciò. Si rivela e, nella misura che desidera, a chi vuole, in pratica.
La cosa umanamente vista ha il sapore di un “capriccio di Dio”, una “burlonata” direi. Ma penso sia proprio così! Trovo la cosa estremamente divertente e me Lo rende più simpatico. eh eh eh!
Buona giornata.