
Gesù parla nel Vangelo e di questa Parola dobbiamo nutrirci. Ma Gesù parla
anche nella vita di tutti i giorni, quella che scorre sotto i miei occhi, che vedo nelle strade della mia città, che scorre nel video della mia tv. E “custodisco tutto ciò nel mio cuore” e le parole della mia preghiera diventano il tentativo di rispondere a questo pressante invito del Signore che mi parla nel Vangelo e nella vita.
Se veramente fossi radicata nell’ascolto della Parola di Dio, se veramente avessi compreso la Buona Novella che Cristo è venuto a rivelarmi: Parola accolta e incarnata nel mio cuore, alimentata dalla preghiera fiduciosa al Padre.
Se veramente ascoltassi nel silenzio del mio cuore la Voce di Dio che mi guida, mi parla, mi svela la via da seguire. Se veramente avessi compreso che Cristo vive in me, e nei miei fratelli, anche in quello più abietto, anche in quello che ha commesso la più terribile delle azioni. Riuscirei a vedere tutti con gli stessi occhi con cui Dio li vede e scoprirei l’Amore puro, l’Amore disinteressato con cui Dio stesso mi ama. Se avessi il coraggio di lasciare me stessa, di morire, di mettere a tacere l’orgoglio, l’egoismo, l’interesse che alimenta ogni azione che compio.
Se finalmente lasciassi tutto, svuotassi il mio cuore da ogni sentimento, da ogni attaccamento e lasciassi entrare Dio nel mio cuore; se gli lasciassi modo di agire dentro di me per potergli permettere di agire fuori di me, usando le mie mani, la
mia bocca, il mio cuore, la mia anima, i miei talenti, che poi sono suoi: Lui me li ha dati. Se veramente riuscissi, come Cristo, a donarmi veramente a tutti. Se riuscissi a spezzarmi, a farmi pane come Cristo lo si è fatto per me e per tutti. Se finalmente riuscissi a liberare la mia preghiera da ogni concetto e preconcetto, formula, parola. Se finalmente il mio cuore fosse in grado di accogliere la Sua Parola e non la mia, se riuscissi a cogliere il soffio leggero del Suo sussurro che sempre aleggia in me e fuori di me, invece di lamentarmi che Dio non parla, non agisce, non interviene. Se mi lasciassi guarire, se mi lasciassi toccare da Cristo che passa ancora nelle nostre strade, abita nelle nostre case, nei nostri cuori. Se veramente aprissi il mio cuore a Lui tutta la mia vita diverrebbe luminosa, vissuta e non buia, vuota e subita. Se veramente amassi Cristo di un amore vero, assimilato da ogni fibra del mio corpo, saprei amare ogni fratello vicino e lontano; uguale a me o diverso per razza, colore, nazionalità, fede e idee. Perchè in lui non vedrei un nemico, uno da cui difendermi, una da ingannare prime che lo faccia lui, uno da dominare per non essere dominata. Ma vedrei un fratello da amare, servire, comprendere, aiutare, sostenere; una persona con cui condividere ogni cosa sia materiale che spirituale. Comprenderei che ciò che possiedo, che guadagno, che accumulo non è mio: mi è dato per usarlo non per conservarlo, sotterrarlo, difenderlo, nasconderlo. Mi è donato per metterlo a frutto, mi è concesso per dividerlo con i fratelli meno fortunati, con tutti quelli che si trovano nel bisogno, nella disperazione, nel dolore e nella sofferenza. Condividere la gioia e il dolore, la fame e la sazietà, tutto senza nulla tralasciare. Solo così avrei compreso il messaggio Evangelico “Amatevi gli uni gli altri, come io ho amato voi” (Gv 13,34). Cristo ama tutti di un Amore così grande che lo porta a donare la Sua vita per la mia salvezza. Se voglio imitare Cristo devo decidermi a compiere quest’esodo, questo uscire da me stessa è possibile solo se sono disposta ad ascoltare Dio, ad ascoltare la Sua Parola e a metterla in pratica. Tutta la nostra fede si fonda sull’ascolto: se non ascolto non conosco, e se non conosco non amo.
Ascoltare pero con il cuore, non con un ascolto superficiale che non lascia traccia. La Parola di Dio deve stravolgere ogni angolo del mio essere, non con un emozione momentanea ma duratura nel tempo. Mi deve portare ad una cambiamento, ad una decisione convinta, ad una presa di posizione: con Lui o contro di Lui. Se questo non succede è perchè non ascolto, non accolgo veramente nel cuore, non incarno il Verbo di Dio. Il vero ascolto nasce dal silenzio profondo del cuore che così è pronto ad accogliere la Parola che mi porterà all’annuncio di Cristo. Ma se prima non metto le mie radici nella Parola come posso sperare di essere luce e sale della terra? Ma soprattutto non sarei qui a chiedermi come pregare il mio Signore, perchè la mia supplica sarebbe già perennemente espressa dal mio vivere, dal mio amare, dal mio donare la vita per i fratelli.