“Non ho tempo!” E’ lo slogan dei nostri tempi!
Quante volte abbiamo detto o
sentito queste parole?
Non c’è più tempo per nulla; ancor meno per Dio e per la preghiera. E’ veramente triste pensare a tanti cristiani che rimandano continuamente il “problema” di Dio, della Messa e della preghiera al giorno in cui avranno tempo!
Purtroppo l’esperienza dice che nella maggior parte dei casi questo giorno non arriva mai. Nei primi anni si è troppo piccoli per pensare a Dio; da giovani si è troppo spensierati e distratti per preoccuparsi di Dio; da adulti si è troppo occupati per dedicarsi a Dio; da anziani si è troppo stanchi per dare tempo anche a Dio. Ma in verità il giorno in cui dobbiamo trovare il tempo per pensare a Dio, è quello che stiamo vivendo oggi!
Il nostro vero male è quello di non sapere usare pienamente e bene il tempo presente. Perdiamo tempo sognando il futuro che non è ancora oppure vaghiamo nel passato che non è più e non pensiamo a vivere il presente che ci appartiene.
Si dice che i ritmi rapidi sono imposti dal progresso, dalla civiltà industriale, da appuntamenti quotidiani ritenuti ormai un’abitudine necessaria. Ma il tempo è oro e quindi non và sprecato! Non tanto tempo fa la gente trovava il tempo per tutto, l’uomo sapeva prendersi una buona fetta della giornata per pregare e ringraziare il buon Dio datore della vita e del tempo. I ritmi naturali della giornata aiutavano la gente a riflettere ed ad avere una visione più reale di sé e delle cose.
Efficace per comprendere è la preghiera del contadino che diceva: “Grazie, Signore, per il sole, perché fa più lui da solo che tutti noi uomini messi insieme!”. E’ importante aver fede ed essere convinti della nostra dipendenza da Dio e che Egli è il Signore anche del tempo. I buoni cristiani di un tempo quando si confessavano si facevano lo scrupolo di chiedere perdono per non avere fatto tesoro del tempo e di averne perso troppo senza dedicarlo a Dio o alle opere di
bene. Quanti di noi, oggi, confessano di aver male utilizzato il tempo, di averlo sprecato in cose inutili ma che ormai riteniamo indispensabili e necessarie?
Nessuno ha più tempo da perdere perché il tempo lo abbiamo già svenduto o perso, anzi lo abbiamo ammazzato nel vero senso del termine. Nella realtà è il tempo che ci ammazza, siamo diventati schiavi del tempo, e per di più del tempo altrui. Il tempo che abbiamo sottratto a Dio è diventato preda di ben altri padroni, di ben altri idoli. Viviamo così nel paradosso: diciamo di non avere tempo e intanto lo sprechiamo. Per i mass-media è stato facile creare dei bisogni fasulli nella psicologia fragile, senza valori e senza fede, dell’uomo moderno. L’uomo contemporaneo non si
ribella più perché è schiavo senza saperlo di esserlo: dopo che si è lasciato convincere che la religione è l’oppio dei popoli, è rimasto facilmente addomesticato e addormentato dal potente anestetico del mondo consumista, edonista, che appaga in modo soddisfacente i bisogni del momento ormai ritenuti indispensabili. Una volta il tempo era scandito, in modo quasi sacro e solenne, dai rintocchi delle campane. Quei rintocchi suggerivano la continua presenza di Dio nello scorrere dei giorni e davano al lento fluire del tempo il sapore e il senso dell’eternità. Ora il tempo è scandito dal ritmo veloce dei secondi, da rapide scadenze che ci richiamano continuamente ad impegni terreni. Tutti hanno fretta!
Tutti hanno un appuntamento urgente. Ma tra i tanti appuntamenti urgenti, c’è ancora l’appuntamento con Dio?
Fermiamoci e prendiamoci tempo per la preghiera! Gesù stesso ci suggerisce di fermarci per rivedere la nostra vita alla luce della Sua Parola, per decidere con Lui quali sono le cose veramente importanti nella nostra vita, quali sono gli
impegni a cui possiamo fare fronte e quali le cose superflue, inutili o addirittura dannose. Ascoltiamo Gesù: “… non state con l’animo in ansia: di tutte queste cose si preoccupa la gente del mondo … Cercate piuttosto il regno di Dio, e
queste cose vi verranno date in aggiunta” (Lc 12,29-31). Se, invece, cerchiamo prima le altre cose resteremo con un pugno di mosche e rischieremo di perdere il Regno di Dio. E’ Dio il Signore del tempo! Lui lo dona e noi dobbiamo imparare a viverlo con Lui, a gioire della Sua presenza, a riposare nel Suo amore. Aver il coraggio di interrompere le nostre attività per dargli qualche minuto, o addirittura un’ora, ad essere più a lungo con Lui.
Sicuramente qualcuno obbietterà che è difficile trovare il tempo per la preghiera, ma il tempo non l’avremo mai. La soluzione non è avere il tempo, ma prendersi tempo per Dio! Dice Pronzato nel suo libro “Pregare”: “Soltanto chi è povero di tempo riesce a regalare del tempo a Dio. Difficilmente chi possiede del tempo in abbondanza, trova tempo per pregare. Al massimo, si limita a dare gli scarti!”. Nessuno come Maria ha saputo rendere fecondo il tempo: Maria, incarnando e generando nel tempo il Verbo eterno di Dio, ha dato al nostro tempo il valore dell’eternità. Maria ha reso possibile tutto questo perché si è trovata pronta all’appuntamento più importante della storia, perché sapeva prendere abitualmente il tempo per Dio. Molti cristiani si ricordano di Dio solo raramente. Occorre trovare tempi specifici per vivere con Lui e prenderli con decisione. S’illudono coloro che pensano di far nascere improvvisamente la
preghiera come un fiore nel deserto. La preghiera è frutto di un atteggiamento costante del cuore, è necessario coltivarla riservandole momenti e tempi specifici, anche prolungati, alla meditazione e all’intimità con Dio. Negli Atti degli apostoli leggiamo che la moltitudine di coloro che erano venuti alla fede perseverava nell’ascolto della Parola, nella frazione del pane(Eucaristia), nella comunione e nella preghiera (At 2,42; 4,32). La parola perseverare, in greco proskatereo, nell’accezione originale significa iniziare da capo ogni giorno, far sì che ogni giorno sia nuovo, per la novità che ci viene dalla Parola, dall’Eucaristia e dalla preghiera.
Ma come si fa a trovare il tempo per la preghiera quando la giornata scorre via senza respiro? Dove mettere anche al preghiera? Attendiamo di giorno in giorno che arrivino momenti più tranquilli, quando avremo sistemato le cose più urgenti; ma impegni sempre nuovi e improrogabili sembrano portarci lontano dalla preghiera. La vita del cristiano è tutta in salita, se non addirittura controcorrente.
Chi ama sa trovare sempre il tempo per la persona amata. Si tratta di sapere realmente che cos’è che conta veramente nella vita. Per ciò che è importante e indispensabile per vivere si trova sempre tempo: nessuno è morto di fame perché
gli è mancato il tempo per mangiare! E’ questione perciò di mettere Dio al primo posto e di amarlo seriamente! Chi dice: “Non ho tempo per pregare” è come se dicesse: “Dio per me non è importante”. Per chi non prega, Dio è un bene
smarrito! Quando invece è il Bene assoluto!
La giornata possiede i suoi ritmi: la vita spirituale dovrà adeguarsi a questi ritmi e trovare un giusto equilibrio nella fusione tra lavoro e preghiera, tra la preghiera e la vita. Per arrivare a questa fusione occorre scandire con la preghiera i momenti chiave della giornata, occorre trovare degli accorgimenti che favoriscano il ricordo di Dio e che abituino alla familiarità con Lui. Oggi non bastano più i buoni propositi occorre fare una cura di preghiera; è necessario organizzarsi, programmare gli impegni, lasciare quello che può essere lasciato e prendere il tempo per la preghiera. Non è che i santi avessero sempre il tempo per la preghiera: se lo prendevano togliendolo ad altre cose anch’esse importanti e urgenti. Qui è la soluzione del problema: se siamo sinceri con noi stessi ci accorgeremo che non sappiamo togliere tempo neppure alle cose futili! Quanto più grandi sono i nostri impegni tanto più abbiamo bisogno di tempo per stare con Dio.
Noi quale tempo diamo a Dio? Il tempo migliore o le briciole? Ci comportiamo forse come Caino che offriva a Dio invece delle primizie quello che non gli serviva?
Per non correre il rischio di dare a Dio le briciole vediamo di seguire alcuni suggerimenti e accorgimenti pratici che anche i santi d’ogni tempo hanno usato e che sono sempre validi.
1. Essere fedeli alla preghiera del mattino e della sera. Iniziare il nuovo giorno accogliendolo come un regalo dell’amore di Dio. Alla sera poi è utilissimo fare un piccolo esame della giornata, un esame di coscienza in cui valutare da una parte le nostre infedeltà e le nostre mancanze per chiederne perdono, e dall’altra prendere atto con gratitudine e riconoscenza della fedeltà e dell’amore che ci hanno accompagnato durante l’intera giornata. Un aiuto può essere la recita delle Lodi al mattino e la Compieta alla sera.
2. Pregare prima di iniziare attività o fasi importanti della giornata. Basta un semplice ma espressivo segno di croce prima di un incontro, di una visita, in ogni momento in cui sentiamo il bisogno di sentire la presenza di Dio vicino a noi. Il segno della croce ci ricorda il mistero della SS. Trinità e l’amore di Dio che in Gesù si è incarnato, donato e crocifisso per la nostra salvezza. In occasione di piccole pause o spostamenti si può recitare il Padre nostro, l’Ave Maria o qualche altra preghiera spontanea che nasce dal cuore.
3. Pregare in circostanze particolari. Ricordarsi di Dio in momenti particolari della nostra giornata, ad esempio quando si passa davanti ad una chiesa, quando si esce di casa o si parte per un viaggio chiedere la protezione di Dio, quando s’inizia un lavoro, quando s’incontrano persone che si trovano in qualche necessità sia fisica che spirituale, prima e dopo i pasti, ecc. Basta un piccolo momento, uno sguardo intenso a Dio.
4. Preghiere brevi e giaculatorie. La Bibbia è piena d’invocazioni brevi: “Signore, salvami!; Signore, abbi pietà di me!; Mio Signore e mio Dio” … Ci sono pure brevi preghiere dette giaculatorie composte dalla Chiesa, dette anche frecce lanciate verso Dio (dal latino jaculatoria = preghiera lanciata verso Dio) che possono essere ripetute più volte e sono adatte a diverse circostanze della vita.
Gesù non ci ha detto di vivere una vita fuori dalla concretezza quotidiana, ma di viverla con pienezza, da figli di Dio. Ogni giorno che c’è regalato abbiamo sempre la possibilità e la gioia di viverlo in pienezza, non perché facciamo cose
straordinarie, ma perché siamo nel cuore del Padre, e “perché i nostri nomi sono scritti nei cieli” (Lc 10,20). Questo è il miracolo quotidiano che riesce ad operare la preghiera col renderci compagni di viaggio di Gesù di Maria. Così il tempo della nostra vita acquisterà il sapore dell’eternità, che cominceremo a gustare già in questa vita per goderlo pienamente nell’altra che verrà.